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Dalla Green Economy nuove opportunità per la montagna
Nel manifesto programmatico che il Gruppo di lavoro del PD sulla Montagna ha recentemente elaborato un particolare rilievo viene dedicato alla scelta strategica che la Regione Emilia-Romagna ha adottato puntando sulla " green economy" quale modello di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile, orientato prioritariamente all'utilizzo delle risorse naturali da fonti rinnovabili. Il PD guarda con grande interesse a questa scelta per le prospettive di sviluppo dell'intera Regione, che sempre più deve giocare le sue carte per uscire dalla crisi investendo sull'innovazione, sulla ricerca, sulla qualità dello sviluppo tecnologico, industriale e produttivo in un contesto di sostenibilità ambientale. Per la Regione Emilia-Romagna, che sempre più deve guardare alla dimensione europea, la competitività e la crescita si gioca su questi fattori. Lo sfruttamento delle risorse energetiche da fonti rinnovabili può essere l'elemento decisivo. La montagna in tutto questo si riconosce pienamente e ritiene di poter essere protagonista. Infatti, la montagna è il giacimento più importante delle risorse energetiche rinnovabili della Regione, che può mettere a disposizione del sistema regionale e al tempo stesso trarne un valore aggiunto; può cogliere nuove opportunità di sviluppo, di crescita economica e occupazionale. Quando si parla di risorse naturali della nostra montagna si fa riferimento al grande patrimonio forestale collocato, per oltre il 90% in montagna, che può essere efficacemente gestito per migliorare la qualità ambientale, per ottenere biomassa con la quale produrre energia, per favorire il miglioramento dell'aria con lo stoccaggio della CO2. Altre risorse fondamentali della montagna sono: l'acqua sia per l'approvvigionamento del servizio idrico che per la produzione di energia idroelettrica, l'energia solare e quella eolica per le quali la montagna è un'area privilegiata. Lo sfruttamento innovativo, integrato ed equilibrato di queste risorse costituisce l'asse fondamentale del Piano Energetico Regionale 2011-2013. Affinché la montagna ne tragga un reale beneficio ora si tratta di stabilire rapidamente regole e modalità per lo sfruttamento di tutte queste risorse energetiche in modo tale che producano un reale valore aggiunto alla montagna. Questa è la sfi da più importante che dobbiamo vincere per il futuro prossimo, evitando che ancora una volta la montagna sia terra di conquista e di sfruttamento speculativo delle proprie risorse. Il Gruppo di lavoro del PD per la montagna si è costituito anche per questo.
Giovanni Battista Pasini
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Per la montagna, il PD mette in campo azioni e proposte. Dalla destra e dalla Lega Nord solo tagli.
Categoria: PD per la Montagna
La vicenda delle risorse irrisorie assegnate dal Governo ai Comuni di montagna (16 milioni di euro, ciò che resta del Fondo ordinario per il funzionamento delle Comunità montane), ha messo a nudo una verità che né il PdL né la Lega Nord possono più nascondere. E la verità è che hanno tagliato tutto, cancellando la montagna dall’agenda politica del Paese e assestando colpi pesantissimi all’autonomia amministrativa degli enti locali del nostro Appennino. Anche per la montagna si conferma ciò che appare evidente per tutti i settori decisivi della vita nazionale: non c’è un’idea di governo, manca una qualsiasi strategia rivolta al futuro. In Emilia-Romagna, di quei 16 milioni (nel 2007 il Governo Prodi ne aveva stanziati 189!) arriveranno 249.000 euro, e saranno assegnati ai Comuni in proporzione alla popolazione, penalizzando una volta in più le aree montane a minore densità demografica. La situazione dei bilanci degli enti montani è pesantissima ed è a rischio la possibilità di mantenere servizi fondamentali. Il governo regionale ha sostenuto i bilanci degli enti locali montani, le Comunità e le Unioni montane, nel 2009 e nel 2010, supplendo ai tagli e alle inadempienze del governo nazionale. E interverrà anche nel 2011, per consentire la positiva definizione dei bilanci di previsione del 2011. Ma siamo assolutamente consapevoli che così non si possa andare avanti. La destra e la Lega Nord si riempiono la bocca di federalismo ma il loro federalismo è un bidone vuoto. E per la montagna è semplicemente un bidone! Serve una nuova fase politica e di governo per la montagna, che dia continuità all’attività legislativa, ai programmi, ai progetti, alle azioni innovative, alle politiche di respiro europeo promosse dalla Regione per la montagna e sia di esempio per tutto il Paese. Il 2011 deve essere l’anno di svolta e la sfi da parte da qui, parte dall’Emilia-Romagna.
L’Assemblea regionale del PD dell’Emilia-Romagna il 13 novembre scorso ha definito una agenda per la montagna, per affrontare non solo i problemi immediati, contingenti, ma per prefigurare scenari nuovi, un assetto più evoluto e moderno. Su questi temi, nei prossimi mesi il Gruppo regionale “PD per la montagna” promuoverà il confronto e la discussione con le amministrazioni locali, con le forze sociali ed economiche, con le popolazioni. Perché deve essere chiaro a tutti che il partito della montagna, il partito che sostiene e promuove azioni positive per la montagna, è il Partito Democratico.
Giorgio Sagrini, Responsabile Gruppo “PD per la montagna” – Emilia-Romagna
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Acqua: smascherata la demagogia della Lega Nord. Il PD propone il riconoscimento alla montagna del valore dell'acqua
Categoria: PD per la Montagna
La Regione Emilia-Romagna nei prossimi mesi dovrà predisporre e approvare una nuova legge di regolazione del servizio idrico integrato. Questa si rende necessaria a seguito di due provvedimenti legislativi del Governo Berlusconi con i quali si tende a espropriare i comuni dal controllo pubblico delle proprie aziende e si sopprimono le ATO (Agenzie d’Ambito Territoriale Ottimale), che costituivano lo strumento fondamentale dei comuni per la regolazione e il controllo del servizio idrico integrato. La combinazione non casuale di questi due provvedimenti, dietro al falso alibi di favorire la concorrenza fra i soggetti gestori, di fatto tende a consegnare nelle mani private la gestione dell’acqua avendo tolto ai comuni la reale potestà di controllo del servizio affidato, delle tariffe, degli investimenti, della qualità del servizio stesso. Questi due provvedimenti costituiscono l’esempio più eclatante non solo di contraddizione ma di doppio gioco del Centrodestra e in particolare della Lega Nord. Infatti queste forze politiche in particolare in montagna hanno promosso campagne politiche per la salvaguardia dell’acqua pubblica e per conservare la gestione diretta in capo ai comuni, mentre a livello nazionale hanno approvato provvedimenti che vanno nella direzione opposta. È l’ora di smascherare la demagogia, in particolare quella della Lega Nord, che in molte realtà dei comuni montani della nostra Regione ha colto consensi elettorali carpendo la buona fede dei cittadini, facendo leva su falsi valori identitari, sul localismo più retrivo e sulla difesa delle risorse della montagna. La Lega Nord e con essa tutto il Centrodestra dovrà ora giustifi care e dare risposte a questo comportamento. La Regione, per ridurre il danno che deriverebbe dai provvedimenti sopra richiamati, si accinge a proporre una legge regionale che ridia ai comuni, e attraverso loro, ai cittadini utenti, la potestà di regolazione e di controllo del servizio idrico integrato e quello dei servizi ambientali. Il Gruppo regionale “PD per la Montagna” chiede alla Regione di cogliere questa occasione per riconoscere alla montagna il valore della sua acqua, prevedendo, oltre alle agevolazioni tariffarie, che una percentuale, a valere sulla tariffa, sia destinata a interventi di manutenzione e di miglioramento ambientale degli imbriferi dove le sorgenti e le riserve d’acqua si formano. Questa sarà un’occasione importante per riconoscere alla montagna il valore di una propria preziosa risorsa.
Giovanni Battista Pasini
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